Dicembre 13, 2008:
Aperte le iscrizioni al Round Robin
Settembre 15, 2008:
Inserita la sezione Biscornu
Aggiunte foto della Mostra del Ricamo Valtopina 2008 in Galleria
Settembre 5, 6, 7 2008:
L'Associazione Punti e Spunti parteciperà alla "X Mostra del Ricamo
a Mano" in Valtopina (PG)
A tutte le amiche del ricamo che con noi intendono intraprendere questo cammino, nel seguito sono elencate le numerose tecniche di cui mi sono impadronita nel corso degli anni e che intendo trasmettere a tutte voi.
ARS CANUSINA: O ricamo matildico, da Matilde di Canossa, contessa italiana più potente del XI secolo. Donna coraggiosa ed intelligente, elegante nei suoi abiti
suntuosi, pelle candida, capelli ricci rosso rame, impeccabile, sguardo dritto. E’ da qui che risale la prima traccia storica di questa tecnica. Un
vuoto e tutto
riparte dal 15 giugno 1921 all’apertura dell’istituto psichiatrico S.Lazzaro di Reggio Emilia dove questa tecnica veniva usata come terapia.
HARDANGER: D’origine Norvegese, prende il nome dall’omonimo fiordo, ricamo a fili contati. Richiede una estrema precisione nell’esecuzione, seguendo uno schema
ben preciso.
MACRAME': Il nome deriva dalla fusione della parola “mahrana”, ossia frangia e nodo, di origine araba. Definita una vera e propria arte, intrecciando e annodando una serie di fili otteniamo innumerevoli lavorazioni. In Italia sono state sicuramente le donne liguri a fare propria questa arte come ornamento per asciugamani e non a caso a Genova l’asciugamano si chiama macramè. Ma è nei conventi e nei monasteri intorno al XVI-XVII secolo che ebbe origine.
MEZZO PUNTO: O piccolo punto, conosciuto con il termine francese petit point, fiorisce dal XVI secolo in poi. Questa tecnica permette l’utilizzo di molte
nuances di colore ottenendo così effetti particolari, anche con l’abbinamento di fili di seta e d’oro. E’ comunque nel XVI secolo che, insieme ad altre
tecniche, il mezzo punto acquista rilievo.
PUNTO ANTICO: Appartiene alla categoria dei ricami a fili contati e si eseguono su tessuto senza disegno prestabilito ma attraverso la conta dei fili.
Approda in Italia nel 500 nei salotti delle nobildonne.
PUNTO ASSISI: Ricamo a fili contati è una combinazione tra il punto croce e il punto scritto. Il ricamo copre il fondo con il punto croce e il punto scritto
contorna l’immagine. Storicamente diffuso più o meno nel XIX secolo.
PUNTO CROCE: Il punto croce risale a tempi antichissimi, e non si sa con precisione quando abbia avuto origine. Ma è nel medioevo che comincia la sua vera
storia, approda in Europa tra il X e il XIII secolo, praticato da nobili castellane. Ricamo a fili contati con disegni già prestabiliti con base
quadrettata, eseguito su tessuto a trama regolare.
PUNTO FIAMMA O BARGELLO: Va eseguito su canovaccio o lino a trama regolare con punti lanciati dritti dopo aver stabilito il motivo. I motivi comprendono rombi-nidi d’ape-losanche-picchi e melograni,
che combinati insieme con mille geometrie e variazioni di colore produce diversi
motivi molto efficaci. Il colore comunque resta il vero protagonista di questo
punto.
PUNTO MADAMA: E’ un ricamo molto povero, per l’esecuzione dei capi anticamente veniva usata la canapa tessuta in casa e ricamato poi con cotone povero. La
divulgatrice fu Caterina De’ Medici che lo portò con se d’oltralpe. Le nobildonne se ne innamorarono subito, anche perché molto semplice nell’esecuzione.
Questa elaborò la tecnica arricchendola nei materiali. I disegni sono stilizzati dal sapore medievale, figure grottesche, aquile, pavoni, cigni, alberi.
PUNTO MYRESCHKA: Detto anche rammento russo, appunto di origine russa, è una sorta di sfilatura molto robusta lavorata a righe da destra verso sinistra.
PUNTO PERUGINO: I disegni del punto perugino si ispirano a grottesche figure mitologiche, animali stilizzati, fiori, figure e disegni geometrici. Le sue origini
non sono certe ma si suppone nasca alla fine dell’800. Ricamo a fili contati.
PUNTO PITTURA: Fa parte del ricamo classico ed è chiamato anche punto raso. Sembra avere origine in Asia e precisamente da Giappone e Cina. Tecnica di per se molto elementare, ma necessita da parte della ricamatrice uno spiccato senso del colore, di gusto e senso artistico: l'ago ha la funzione del pennello e il filo quella dal colore.
RETE MODANO: E’ una autentica rete da pesca, rete eseguita con un ago particolare chiamata modano. Tecnica molto antica, la sua diffusione ebbe inizio nel XVI secolo.
RETICELLO: E’ un po’ difficile dare al reticello una collocazione storica precisa, perché subisce nel tempo numerose variazioni. Forse possiamo dire che la
sua prima apparizione risale al 1493, in un atto di divisione di vari beni tra le sorelle Angela e Ippolita Sforza-Visconti. La preparazione avviene sfilando
ad intervalli regolari un determinato numero di fili in entrambi i sensi formando una griglia su cui poi s’andrà a lavorare.
RETINI DI FONDO: Tecnica di ricamo molto diffusa, che varia da paese a paese, a fili contati si divide in punti tirati e tagliati, punti di riempimento e a fili
tirati usata specialmente per alleggerire e dare trasparenza ai capi lavorati. La provenienza risale quasi certamente nel XVII secolo, derivante dalla trina
di Venezia.
RICAMO BANDERA: E’ il tessuto usato che dà il nome a questo ricamo, a punto il tessuto bandera, che nasce a Chieri (TO), nel LXV secolo. I disegni si ispirano
all’arredamento Barocco e Roccocò, ripresi dalle tappezzerie e gli stucchi. Ricamo tradizionale piemontese risalente al XVII secolo.
RICAMO BIZANTINO:
RICAMO CLASSICO: Non possiamo stabilire purtroppo esattamente a quando risale il ricamo classico, perché da sempre usato come abbellimento per i capi di biancheria della casa
e quindi soggetto a logorio del tempo, e per questo i capi erano destinati purtroppo a scomparire, per questo non si possono stabilire esattamente i tempi, ma
varie fonti ci dicono che troviamo traccia in Italia nei primi anni del secondo millennio anche se dilaga in Europa nel XII secolo.
RICAMO D’ASSIA: Proviene dalla regione dello schwalm, a nord di Francoforte. Anche questo fa parte della categoria a fili contati, ma alla base ha innumerevoli
retini di riempimento.
RICAMO ESTENSE: Prende spunto dal graffito ferrarese, ceramica in uso nel XIV al XVI secolo, con i suoi raffinati contrasti e le splendide armonie di colori.
Nasce così il ricamo estense, figurativo e decorativo.
SFILATI: Sappiamo da ciò che è giunto fino a noi che già nel 300 gli sfilati venivano usati per impreziosire i capi del corredo delle fanciulle giunte spose.
SFILATO SICILIANO: La definizione stessa di questa tecnica indica le sue origini, che risalgono tra il 1000 e il 1100. Proveniente dall’oriente diffusa il
Italia ed in Europa sotto il dominio arabo. Vengono distinte le varie tecniche di sfilato siciliano, abbiamo quello del 400, 500, 700 e il 500 Vittoria. Inoltre
abbiamo lo sfilato sardo che si differenzia da quello siciliano per motivi e disegni rappresentativi oltre che per la tecnica con cui viene eseguito il
lavoro.
UNCINETTO: Nella tecnica dell’uncinetto esistono svariati tipi di punti che una volta eseguiti danno origine a migliaia di lavorazioni, diverse tra loro sia tonde, quadrate, rettangolari…. comunque si sa poco dell’origine, solo che veniva usata per annodare legacci e cordoni. E’ in Germania che nasce la tradizione dell’uncinetto più o meno nel 600, in Europa si diffuse nel secolo successivo, ma è nell’800 che ebbe il suo grande fulgore.
TOMBOLO: E’ impossibile dare una giusta collocazione storica per quanto riguarda le origini del tombolo, tanto che sono rinvenuti dei fuselli in osso all’interno di tombe etrusche. E’ appurato comunque che l’arte del tombolo ha continuato il suo cammino sino ad oggi, anche se ha apportato continui mutamenti nella tecnica con il cambiare delle esigenze e delle mode.